Espressione ed emozione della fight dance

Espressione ed emozione della fight dance

Esiste una curiosità innata in colui che decide di intraprendere un sentiero nello sconfinato spazio della danza: per secoli le persone che hanno fatto parte della storia della danza, hanno sempre ricercato il bello, la perfezione dei movimenti, la migliore pratica possibile, la gratificazione e la accademizzazione attraverso codifiche precise dei distinti linguaggi, con l’unico intento comune di  raggiungere la massima espressione di ogni stile esistente.

Questo oltre a favorire e a dar vita a tantissime categorie di “genitori” e di “figli” dei differenti generi, ha inoltre avvicinato le persone alla danza non solo come strumento espressivo legato alla spettacolarizzazione dell’arte stessa, ma anche di vederla come uno strumento scientifico del benessere che questa millenaria pratica regala ancora oggi.

Da quando l’essere umano è riuscito a creare e distinguere forme e caratteri delle composizioni musicali, la percezione dei ritmi, le relazioni tra uomo, spazio e tempo, non si può di certo non affermare che la danza, oltre che pratica artistica, sia anche scienza.

Una scienza-artistica che si sviluppa all’interno di altrettanti settori a lei affini, basti pensare al fitness o alle arti marziali.

Proprio così, anche nelle arti da combattimento la danza si è mossa in punta di piedi riuscendo ad intaccare, contaminare e modificare intrinsecamente determinate discipline.

Un esempio di grande fermento è rappresentato sicuramente dalla street dance e dalle sue relative pratiche.

La street dance nasce di fatto propriamente come una danza di sfida, un vero e proprio combattimento ballato; non occorre nemmeno allontanarci troppo dalla cultura occidentale, prendendo ad esempio in considerazione la breakdance, ballo acrobatico da strada e di sfida tra quartieri divenuto tale, per evitare le guerre tra le gang (le guerre sono continuate lo stesso, ma con molta meno aggressività).

Ma già secoli prima abbiamo esempi folgoranti di danze ibride mescolate sapientemente con le antiche tecniche delle arti marziali, le quali fungevano sempre come base solida di ciò in cui poi, si sono trasformate nel tempo.

Da qui nascono l’espressione e la emozione della fight dance

Abbiamo una vasta gamma di derivazioni di questo genere, in un primo momento indicate solo al sesso maschile (vale a dire ai suoi creatori), oggi invece accolte da tutti, attrraverso stili alquanto eterogenei e miscelati.

Tra queste possiamo menzionare tra le più conosciute, il Kung-Fu e la Capoeira brasiliana, due pratiche molto correlate all’utilizzo della respirazione e delle linee di differenti altri generi di danze.
Inoltre entrambe godono di attribuzioni di movimenti precisissimi, coreografici, acrobatici e spettacolari (proprio come nel ballo), le movenze plastiche delle presenti in qualsiasi arte marziale esistente sul nostro Pianeta, non possono che ricordarci in qualche modo la danza; tanto che in alcuni stili di combattimento, i movimenti vengono eseguiti secondo tradizione originaria, su basi musicali o ritmiche di appositi strumenti musicali.

Da sempre specchio della società, si è evoluta a da antichi e primordiali riti religiosi, per mezzo di nuove forme e linguaggi, nuove musiche, nuovi metodi rappresentativi, stili che pur mantenendo un profondo legame tra loro sembrano appartenere a radici totalmente differenti d’origine.

Il ballo anche nella società moderna, si conferma come uno degli strumenti più attivi, sfruttati e vitali dell’espressione umana.

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